La Patrouille des Glaciers
10/03/2009

La Patrouille des Glaciers

I nostri giovani soci Luca e Sara Berta con Stefano Verga hanno partecipato e portato a termine l'ultima edizione della Patrouille des Glaciers, la famosa competizione sci alpinistica che si svolge da Zermatt a Verbier su un percorso di 53 km, con un dislivello in salita di oltre 3900 m. Una impresa massacrante, ma indimenticabile.

 

Ecco il loro racconto:

Patrouille des Glaciers… Sono tanti i pensieri e le emozioni che vivono dentro noi, ho preso la penna in mano per cercare di rendere questa nostra avventura un ricordo indelebile.
Fino all’anno scorso non eravamo a conoscenza di questo tipo di competizione, o meglio ne sapevamo dell’esistenza, ma non avremmo mai pensato di parteciparvi. La Patrouille si corre ogni due anni in Svizzera su un percorso di circa 53 Km ed un dislivello positivo di 4000 m, con partenza da Zermatt e arrivo a Verbier. Questa gara di scialpinismo si effettua a squadre composte da tre atleti, come si conviene per la progressione sicura su ghiacciaio.
Non vorrei dilungarmi sulle note tecniche della gara, ma piuttosto sulle sensazioni che abbiamo provato lungo il percorso e sulla risposta del corpo umano allo sforzo prolungato per ore e ore.
La squadra SKI CLUB TORINO è composta da Luca e Sara Berta, entrambi studenti del Politecnico di Torino e Istruttori di scialpinismo al Cai Uget Torino e da Stefano Verga, Maestro di sci di fondo delle Valli di Lanzo.
Questa gara, forse unica nel suo genere, si corre in parte di notte vista la lunghezza del percorso e i pericoli che potrebbero scaturire dall’attraversamento dei ghiacciai nelle ore giornaliere; la nostra partenza è fissata per le ore 22:00 del 16 Aprile.
La preparazione dei componenti della squadra, per affrontare questo tipo di gara, non è mirata, ma è dovuta alla continua frequentazione della montagna e soprattutto alla grande passione per lo scialpinismo. Quindi non ci siamo sottoposti ad allenamenti continui e ripetitivi, ma abbiamo effettuato belle gite in ambiente via via sempre più lunghe ed impegnative e qualche gara in coppia o individuale così da creare quel allenamento di fondo necessario per portare a termine questo tipo di gara.
Man mano che si avvicina il giorno della partenza la tensione comincia ad aumentare, ma è solo quando si giunge a Zermatt che si intuisce che l’intero paese è lì per godere di questa grande manifestazione: i bar gremiti di gente, gli alberghi al completo, le strade piene di ogni sorta di individuo, dal giapponese che fa foto, all’atleta vestito in borghese che si gode le ultime ore di relax. Nella vita ci è sempre piaciuto crescere un passo alla volta, affrontare nuove avventure, misurarci con noi stessi, ma qui a Zermatt si fa fatica, sembra di essere in un nuovo mondo, c’è una marea di gente distribuita lungo le transenne che batte le mani schiamazza ci incita, mentre noi con le nostre scarpe da ginnastica ai piedi, sci e scarponi sullo zaino ci avviamo verso il cielo stellato, il silenzio, la pace che tra pochi attimi sarà interrotta solo dal nostro respiro. Questo intercalare di mondi è la Patrouille des Glaciers…
Così lasciata Zermatt si entra nel mondo della notte, la luna ci illumina il cammino e ci fa intravedere sopra le nostre teste le grandi montagne. Dopo la prima ora, quando il bosco si fa rado, calziamo finalmente gli sci, a questo punto si apre l’orizzonte e ci rendiamo conto di far parte di un fiume di gente che sta disegnando sulla neve la più grande fiaccolata che abbiamo mai visto. Più si sale e più il serpentone si allunga, noi concentrati sulla respirazione e attenti a capire se tutto sta funzionando bene, se il nostro corpo risponde positivamente, siamo lì spaesati tra la solitudine e la compagnia di altre persone che come noi cercano di raggiungere la meta.
La prima salita ci porta ai 3650 m di quota della Tète-Blanche, l’essere legati in cordata, oltre al procedere in sicurezza, crea un legame particolare tra di noi, sinonimo di fiducia reciproca e condivisione delle fatiche. Dopo 5 ore di gara la stanchezza comincia a farsi sentire e il freddo entra nelle ossa e ci consuma togliendoci lucidità e sicurezza, qui si riconosce il vero spirito di squadra, hanno inizio i primi incitamenti e scambi di cibo e bevande. Se un tuo compagno è in difficoltà cerchi di aiutarlo in qualche modo, non pensi più al tempo che trascorre, anzi è adesso che ti accorgi che stai vivendo una grande avventura non una competizione in alta quota. Scendere di notte in sci non è stato come immaginavamo, la concentrazione è altissima e il dispendio di energie non è indifferente, il percorso è sì segnalato ma le pendenze e i differenti tipi di neve sono irriconoscibili. Così giungiamo ad Arolla lasciandoci alle spalle una buona metà di percorso e dislivello. Sono le 4:30 del mattino e rientriamo nell’altro mondo, quello della civiltà e del benessere, tifo da stadio e tavole imbandite per ricaricarci dalle fatiche sostenute.
Ci apprestiamo a salire il Col de Riedmatten con l’alba, le pile si spengono, ci vediamo in faccia, è lontana la solitudine vissuta nel buio della prima salita, qui è un gran vociare e la luce del nuovo giorno da una sorta di carica interiore. Ci piace soffrire e questa è sofferenza allo stato puro, sapevamo di far fatica ed è quello che ci aspettavamo. I primi raggi di sole ci riscaldano, ma sono di cattivo auspicio per l’ultima grande salita alla Rosablanche, sono gli 800 metri di dislivello più duri del percorso. Sembriamo delle larve ormai, ci muoviamo piano e teniamo lo sguardo puntato a quel colle che sembra non avvicinarsi mai. Solo al suono dei campanacci e alle urla dei tifosi intuiamo che stiamo per scollinare, in cima è una festa non abbiamo neanche la forza di strigerci la mano. Qui sono pervaso da un’incredibile emozione, ad un certo punto piango non so per quale motivo, forse per sfogare quella felicità di essere riuscito a coronare un sogno. La gente ti è vicina ti offre coca-cola e frutta e tu in cambio offri, alzandoti gli occhiali da sole, il tuo viso scavato dalla fatica e gli occhi lucidi di felicità.
L’arrivo è posto 1700 m più in basso a Verbier, al di là del Col de la Chaux, l’ultima discesa è un carosello lungo le piste da sci. L’arrivo è posto al centro del paese qui corriamo senza dar segni di stanchezza, perché è il pubblico che lo vuole, e con il suo tifo ti spinge al traguardo.
Siamo andati vagando per montagne per 14 ore e 14 minuti, attraversando infiniti mondi, imparando a conoscere: il nostro fisico, i nostri limiti e l’incredibile forza d’animo che ognuno di noi possiede.
Questa è la Patrouille des Glaciers vissuta da noi comuni mortali, uomini più che atleti, accomunati dalla voglia di soffrire e combattere per raggiungere un risultato, forse per molti inutile, ma per noi di grande soddisfazione personale.


Luca Berta, Sara Berta e Stefano Verga


LA GARA DI SARA, LUCA E STEFANO
Patrouille des Glaciers
www.pdg.ch copyright
www.pdg.ch copyright
www.pdg.ch copyright
www.pdg.ch copyright

Versione per stampa
in primo piano
01/12/2017
PROGRAMMA INVERNO PRIMAVERA 2018

Cari Soci e Amici,

č uscito il programma per le attivitą inverno e primavera del 2018

CONSULTATELO E SCARICATELO CLICCANDO QUI SOTTO !
 Punta Calabre (m. 3.445) da rif. Benevolo
TROFEO MEZZALAMA XXI
23/04/2017
Domenica 23 aprile si č svolta la XXI edizione del TROFEO MEZZALAMA. Due squadre dello Ski Club Torino hanno portato a termine la durissima prova con ottimi tempi.
Ecosistema
links
 
© Ski Club Torino 2008 - Tutti i diritti riservati • disclaimer