Isole Pontine
01/07/2009

Isole Pontine

6-12 giugno 2009

33 soci molto giovanili, hanno superato brillantemente diverse ardue fatiche visitando le diverse isole sotto il sole a picco, solcando mari a tratti anche un po’ mossi, scalando montagne anche impegnative su rocce di diverse strutture (calcaree, tufacee, basaltiche) tra vegetazione a volte arida a volte rigogliosa. E sì perché le isole come ci hanno spiegato le solerti guide, hanno strutture morfologiche ed origini molto diverse: alcune si sono staccate dal continente,come Ponza altre sono molto più antiche e di origine vulcanica come Palmarola e Ventotene.
Il viaggio in cuccette letto è stato confortevole e sopportato con spirito cameratesco. Sia all’andata che al ritorno i treni sono stati di una puntualità inattesa ed anche discretamente puliti.
Le sistemazioni per tre notti in un albergo, Le Querce, a Ponza di fronte al porticciolo di S.Maria e, per una, a Formia nella Pensione Santa Teresa, gestita da suore, , in un parco in una posizione strepitosa, praticamente sulla spiaggia, sono state sicuramente all’altezza. Come pure il vitto a base quasi sempre di pesce che definirei “ottimo ed abbondante”
Sono state fatte escursioni sia sull’isola di Ponza (la più grande) nello stesso pomeriggio della domenica 7 in cui siamo arrivati, percorrendo un lungo anello tra i due mari dalla Punta Frontone fino alla Chiaia di Luna, sia il giorno successivo a Palmarola dove abbiamo visitato le caratteristiche abitazioni scavate nel tufo (alcune ragazze del gruppo più ardimentose, e curiose, si sono spinte sino allo sperone dove c’è la villa delle sorelle Fendi); all’isola siamo giunti in barca dopo aver circumnavigato l’isola di Ponza; sia il martedì a Zannone, la più piccola, dove abbiamo raggiunto la punta del Monte Pellegrino (192 mt.!) dove sono i ruderi di un monastero Benedettino – Cistercense. A Palmarola come a Zannone c’è stato anche tempo per una spaghettata a bordo e svariati bagni in diverse cale bellissime. L’aqua al primo impatto pare fosse “gelata”, ma poi nessuno più tornava a bordo!
 Il martedì sera era la festa di San Silverio, patrono di Ponza, che per tradizione arriva dal mare in barca scortato dai pescherecci illuminati. Quando sbarca tra falò e fuochi d’artificio, da il via alla processione che si conclude in parrocchia con tutto il paese al seguito. Pensate che anche qui il parroco è un prete di colore.
Il mercoledì siamo ritornati a Formia per un programma molto intenso: abbiamo visitato Fondi con le sue chiese romanico-gotiche, percorso un tratto della via Appia “originale” con i ruderi di antichi posti tappa e postazioni di guardia ed infine a Gaeta il parco del Monte Orlando dalla montagna Spaccata, alle fortificazioni fino al Mausoleo Caio Munazio Planco. Purtroppo non c’è stato più tempo per la visita della città di Gaeta. Alcuni vi hanno ovviato dopo cena prima che le suore chiudessero per il coprifuoco.
Il giovedì siamo tornati in mare per visitare l’ultima isola, Ventotene, ventosa di nome e di fatto, dove dopo la visita alla villa Giulia (ruderi) dove fu relegata la sfortunata figlia di Augusto ed altre famose e libertine donne romane, la maggioranza è ritornata in barca per cercare una cala dove fare un ultimo bagno. L’abbiamo finalmente fatto sulle rocce laviche in una cala dello scoglio di santo Stefano: qui molti hanno temuto di essere stati abbandonati poiché la barca non potendo ancorarsi si era allontanata. Alla fine anche quella volta è finita bene.

Grazie Aldo Daniele !                                                                                                  Cesare Fassio

090606 Pontine

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