Col de Buffère (2.427 m), Crete de l'Echaillon (2576 m)
15/01/2012

Col de Buffère (2.427 m), Crete de l'Echaillon (2576 m)

Il cielo limpido della Vallée del la Clarée fa da sfondo alla prima gita del nuovo anno.
A Névache (mt. 1.590) l’aria è gelida, ma la neve abbondantissima. Tra noi e l’Italia c’è solo il Colle della Scala, ma tutta la neve si è fermata da questo versante delle Alpi, lasciando le nostre valli ancora all’asciutto.
Il parcheggio è pieno di gitanti indaffarati negli ultimi preparativi. Fatichiamo quasi a contarci, perché le partenze si susseguono alla spicciolata lungo la pista di fondo, ma siamo in trenta!
La gita è al Col de Buffère, una classica “invernale” della Val Clarée: da Névache si prosegue per un primo tratto in direzione degli Chalets de Laval, poi, dopo le due Cappellette, si attraversa il piano, si  supera la Clarée al Pont du Rately e si risale la ripida mulattiera nascosta nel bosco fino al Refuge de Buffère (mt. 2.076).
Dal Rifugio si apre l’omonimo vallone, dominato a sinistra dalla Grand Areà (mt. 2.869) e a destra dalla Tête Noire (mt. 2.922) e dalle ripide pareti della Crête du Diable.
Le possibilità sono molte e bastano i primi raggi di sole che spuntano in prossimità del rifugio a scaldare la comitiva, uscita infreddolita dal gelido bosco.
Si vorrebbe una discesa più remunerativa di quella del facile Col de Buffére (mt. 2.427), originario nostro obiettivo.
Bastano pochi minuti ed ecco la salomonica decisione: un gruppetto di soci sotto la guida sicura di Beppe Sereno parte in direzione del Col de Buffére; il resto della comitiva, invece, incomincia ad inerpicarsi per l’ampio versante della Crête de l’Echaillon, alla ricerca di qualche lingua di neve soffice, preservata dalle tempeste di vento delle settimane passate.
In testa al gruppo i più esperti raggiungono rapidi la cresta e si scaldano al tiepido sole; dietro, i numerosi neofiti, quest’oggi sono sette, il vero successo della giornata, che arrancano con qualche difficoltà. Chiudono Carlo e Paco, i due referenti di gita.
Alla fine, a parte un paio di giustificate rinunce, in vetta ci arriveranno tutti.
L’inizio della discesa non é il massimo perché subito oltre la linea del bosco la neve è lavorata ed indurita dal vento. Più in basso però, spaziando per l’ampio versante, si trova  ancora qualche bel tratto di fresca.
In breve tutti riguadagnano il piano sopra al rifugio e poi la stretta stradina nel bosco che oggi, grazie alla poca escursione, rimane ben sciabile anche per chi non ha lamine perfettamente affilate.
Superato il fiume, un breve tratto sci a spalle ci separa dalla pista da fondo che in due tornanti riporta a Névache.
Chiudiamo la splendida giornata stretti ai tavoli di una locanda del paese, improvvisando la merenda con tè e marmellate ai mirtilli, ma anche chevre, spalmati sul pane fresco.
Una meraviglia!

111215 col Buffère

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