SARDEGNA 2013
29/04/2013

SARDEGNA 2013

TOUR SARDEGNA MERIDIONALE E CARLOFORTE


23 aprile martedì:

Ci ritroviamo in 25 (l’ultimo si aggregherà a Cagliari) alle 9 in corso Stati Uniti ang.  Galileo Ferraris, con il consueto anticipo per partire alle 9,40 in pullman per l’aeroporto di  Levaldigi. imbarco del bagaglio di 15 kg (capita che alcune bilance di casa siano starate per cui all’ultimo momento occorre fare qualche travaso) su volo Ryan Air per Cagliari delle 12,40.

Arrivo puntuale a Cagliari Elmas  alle ore 14,05 e incontro con la guida Matteo Casula giovane, aitante e simpatico, dell'associazione Antichi Cammini e autore dell'articolo pubblicato sulla rivista del Trekking mese lug-ag 2012,;  trasferimento in pullman sulla costa Ovest a NORA; qui visitiamo il sito naturalistico Laguna di Nora nell'area di nidificazione del “gabbiano corso”, molto più piccolo del gabbiano normale, l’acquario ed il Centro di ricovero sperimentale della tartaruga caretta-caretta e successivamente il sito archeologico di Nora, approdo di fenici, cartaginesi e romani.

Proseguiamo per l’albergo PUNTA GIARA a S. Anna Arresi dove ceniamo, bene.


24 aprile mercoledì:
Dopo la prima colazione, passeggiata alla scoperta delle dune della Costa del Sulcis, attraverso la zona degli stagni a ridosso del golfo di Palmas, una delle stazioni  migratorie del fenicottero rosa. Dobbiamo fermarci prima di Palmas perché oltre al maestrale ed al freddo, ci coglie un acquazzone. Torniamo al pullman per proseguire alla volta dell'isola di Sant'Antioco, caratterizzata dal suo complesso archeologico “diffuso”: il museo, molto interessante, il Tofet, l'area sacra di sepoltura dei bambini Fenici, affacciata sullo splendido stagno

di S. Caterina e il Villaggio Ipogeo, antica zona cimiteriale scavato  nella roccia dove fino agli anni cinquanta molte famiglie hanno vissuto. Visita infine al Museo del Bisso, laboratorio di tessitura di una lavorazione millenaria da un filo ricavato dalla “schiuma” emessa in piccoli quantitativi giornalieri dalle nacchere ed apprezzata dagli egizi, dai romani e dai papi. Ce lo presenta la signora Chiara Vigo la cui famiglia da molte generazioni tramanda questa tecnica esclusiva di un tessuto rarissimo che mezzo mondo gli vuol carpire offrendo cifre da capogiro che lei rifiuta (i cinesi, gli ultimi hanno offerto 2,2 miliardi). Ogni sera di maggio con la figlia Maddalena si immerge per raccogliere dalle nacchere i pochi grammi di linfa preziosa che filata con rocca e fuso viene tessuta in stoffe finissime che diventano d’oro alla luce del sole. La signora ci è sembrata (e vuol apparire) un po’ maga ed un po’ profetessa, ma non possiamo negare che questi tessuti così fini e preziosi li abbiamo visti ed ammirati.
Ci trasferiamo in pullman al porto di Calasetta all’altra estremità dell’isola e di qui alle 17,50  partiamo per Carloforte sull’isola di S. Pietro con traghetto SAREMAR.  A Carloforte ci trasferiamo a piedi all’albergo CALIFORNIA, dove pernotteremo quattro sere. La cena sarà sempre presso la Trattoria Il Gabbiano in via Garibaldi a circa dieci minuti a piedi. La prima sera ci sono accese discussioni sul menu (le cipolle fredde con ripieno di puree di patate non sono il massimo) e per il vino abboccato e lievemente marsalato, ma tutto si aggiusta con le promesse (mantenute) di miglioramenti per i giorni successivi.
L’ Isola di S. Pietro fa parte dell'Arcipelago Suscitano, è di origine vulcanica ed è conosciuta dall'antichità da Greci e Fenici che sfruttarono le sue acque per la pesca del tonno e le saline. Dopo il periodo della dominazione romana, l'isola fu lungo disabitata ed esposta alle incursioni barbaresche, fino all'arrivo dal XVI sec. di spagnoli, provenzali e genovesi, che si daranno da fare a sfruttarne i banchi corallini e le risorse marine e del legname. Saranno proprio i genovesi a caratterizzare l'urbanistica della cittadina di Carloforte, fortificata su iniziativa di Carlo Emanuele III da cui il nome; il re di Savoia ne fece asilo di 80 genovesi di Pegli rapiti da pirati tunisini di Tabarka e da lui riscattati. Qui ancora oggi si parla il dialetto ligure ed in particolare se ne coglie la caratteristica cadenza.

25 aprile giovedì,

Le escursioni nell'isola di S. Pietro, vengono scelte in relazione al tempo (nuvoloso ventoso da scirocco il primo giorno , soleggiato e poco ventoso il secondo, nuvoloso il terzo).
il tragitto del 1° giorno, sulla costa Nord ovest, si svolge dalla punta Capodoglio, dove ci porta un pulmino, alla Cala Fico per circa quattro ore e si svolge su sentiero abbastanza facile, ma con l’emozione di una breve divertente “arrampicata”.

La costa alta è molto bella ed il sentiero circondato da una fioritura incantevole (in primis l’asphodelo fiore simbolo della Sardegna, l’anagallis monelli, il cisto bianco e rosa; il pancratium illiricum, la ginestra, il ginepro, il rosmarino, il mirto, il fico degli ottentotti, per non citare la venefica ferula): piante autoctone ed endemiche. In vista del faro, poco oltre metà strada, uno dei brillanti marciatori forse distratto dalla meravigliosa vegetazione della macchia dell’isola, scompare improvvisamente alla vista facendo un volo come un angelo biondo di quasi due metri: fortunatamente i cespugli attutiscono l’impatto e non ci sono conseguenze fisiche, ma solo paura per lui e sfottò degli amici.        

26 aprile venerdì,
Il venerdì inaspettatamente la giornata è soleggiata, il mare un olio e non un alito di vento per cui coraggiosamente decidiamo con votazione quasi plebiscitaria (25 a 1) di rischiare l’avventura in barca. Le imbarcazioni su cui ci dividiamo sono due e sono di origine storica, la riedizione di un’antica bilancella a vela latina e motore, un tempo adibita al trasporto di minerali.

Scopriamo così anche dal mare l'isola con le sue belle grotte e le falesie regno del “falco della Regina” (falco eleonorae), rarissimo rapace (circa cento coppie) che viene a nidificare in questa zona arrivando dal nord Africa proprio tra fine aprile ed inizio maggio. Costeggiamo l’isola per tutto il tratto settentrionale fino a cala Fico dove abbiamo terminato la gita ieri. Al ritorno, davanti alla tonnara vediamo i pescatori che stanno allestendo le reti in previsione del passaggio dei tonni (il famoso delizioso pinna rossa); la rete alta cinquanta metri crea verso terra un corridoio per indirizzare i pesci in bocca alla tonnara.
Tornati a terra visitiamo il cantiere dove uno dei nostri due nocchieri è maestro d’ascia e poi a piedi costeggiamo le saline (ormai dismesse) habitat di garzette, aironi e fenicotteri a sud di Carloforte fino a raggiungere le lunghe spiagge in questa stagione ancora deserte.

27 aprile sabato:
 Il solito pulmino ci porta questa volta a sud est alla spiaggia di Bobba da cui parte il sentiero che ci porta dopo poco più di due ore e mezzo alla cala Mezzaluna. Il percorso è quasi tutto in alto sulla costa con strapiombi basaltici e viste veramente mozzafiato di cui ricordiamo i faraglioni detti le Colonne sulla omonima punta, la gola detta opportunamente l’Orrido e la vasta cala Mezzaluna.
Al pomeriggio visitiamo Carloforte dove c’è la fiera del cous-cous e dove possiamo fare acquisti di prodotti locali (pecorino, miele di zagare, torrone, dolci di mandorle e fichi). Poi la messa solenne.

28 aprile domenica:
dopo la prima colazione, trasferimento a piedi al porto, per l’imbarco da Carloforte con il traghetto SAREMAR  alle 7,50, arrivo a Porto Vesme alle 8,30. Da Porto Vesme, sede dell’Alcoa, ci trasferiamo in pullman percorrendo la costa sud ovest, a Buggerru, capitale e punto

d’imbarco (per Carloforte) della zona mineraria (blenda e galena) limitrofa, dismessa ad inizio anni ’70; di qui al vicino sito minerario della Miniera Henry, la più importante miniera della zona di Planu Sartu dove una piccola ferrovia elettrica consentiva il trasporto dei minerali su rotaia dall’interno della miniera al porto che soppiantò ai primi del novecento anche grazie a dure lotte sindacali il lento trasporto con i muli. La ferrovia è utilizzata ora per fini turistici; questa miniera come altre sei in Sardegna è visitabile ed ex-dipendenti, ora dipendenti della Regione, si preoccupano di tenerle in sicurezza, curarne la manutenzione e soprattutto trasmettere con il loro entusiasmo le loro esperienze di lavoro ai visitatori. La sua unicità sta nel rapporto con la falesia sul mare, attraverso piccole gallerie e camminamenti scolpiti nella roccia che consentono viste suggestive della costa e panorami mozzafiato.
Nel pomeriggio passeggiata sulla costa fino a Cala Domestica. Due ore su di un altopiano e poi discesa su una prima cala sabbiosa e bellissima, ma già affollata. La successiva, la nostra metà molto più ampia è poco frequentata, perché imputridita da un cimitero di meduse.
Ci trasferiamo infine a  Villanovaforru  (Ca) in un albergo nuovo e bellissimo il Funtana Noa, dove ceniamo e pernottiamo. Alcuni sono felici perché la Juve ha vinto il derby. Altri meno.

29 aprile lunedì:
Prima colazione in albergo, con il pullman trasferimento a Mandas, stazione ferroviaria iniziale del percorso del Trenino Verde.

Partenza con il treno storico riservato alle 10,00  (littorina diesel-elettrica degli anni '50) percorrendo la linea ferroviaria interna denominata “la linea più bella del mondo”, che attraversa il versante meridionale del Gennargentu, il più intatto e ricco di foreste e fauna selvatica, tra paesi montani dalle case in pietra, foreste e campagne splendide per i colori dei boschi e delle vigne, e i profumi della lavanda e del cisto (ma il Gennargentu non riusciamo proprio a vederlo).  Durante il tragitto in treno sono previste due soste al ponte sul fiume Flumendosa, e al borgo di Betilli, e rallentamenti in punti panoramici. Arrivo dopo un centinaio di km. e 3 ore circa a Gairo Taquisara. Da  Gairo T., con un'escursione a piedi di circa 5 km. nel territorio caratterizzato dai "tacchi" e dai "toneri", tipici tavolati e torrioni calcarei, si raggiunge prima Osini poi Ulassai.

A Osini visitiamo il laboratorio di tappeti tipici sardi in cotone, lana e lino con disegni molto belli originali della pittrice sarda Maria Lai; quindi la Cantina sociale del Cannonau.
A Ulassai si ritrova il pullman che ci trasferisce ad Arbatax  agli alberghi  IL VECCHIO MULINO, e LA PERLA, (dipendenza a circa 100 metri). Cena magnifica ed abbondante a base di pesce nel ristorante IL FARO (a circa 10 min, a piedi dagli alberghi).

30 aprile martedì:
Prima colazione e  partenza dall’albergo in pullman fino a S.Maria Navarrese a pochi km a nord di Arbatax per una bellissima escursione di un paio d'ore sul tratto di sentiero costiero fino a Pedralonga ed a Baunei, prima tappa del famoso percorso “Selvaggio blu” molto impegnativo.

Infine trasferimento al porto di Arbatax, da dove il traghetto Janua della Tirrenia parte  alle 14 per Genova dove arriviamo alle ore 8 del mattino seguente e da dove in pullman arriviamo a Torino.
Siamo soddisfatti del viaggio e in particolare ringraziamo Aldo Daniele che ci ha guidato con polso sicuro.


RELAZIONE C. & D. FASSIO
SARDEGNA 2013

Versione per stampa
in primo piano
01/12/2017
PROGRAMMA INVERNO PRIMAVERA 2018

Cari Soci e Amici,

č uscito il programma per le attivitą inverno e primavera del 2018

CONSULTATELO E SCARICATELO CLICCANDO QUI SOTTO !
 Punta Calabre (m. 3.445) da rif. Benevolo
TROFEO MEZZALAMA XXI
23/04/2017
Domenica 23 aprile si č svolta la XXI edizione del TROFEO MEZZALAMA. Due squadre dello Ski Club Torino hanno portato a termine la durissima prova con ottimi tempi.
Ecosistema
links
 
© Ski Club Torino 2008 - Tutti i diritti riservati • disclaimer