Rifugio Stellina (m 2.600) e Rocciamelone (m 3.538)
03/09/2016

Rifugio Stellina (m 2.600) e Rocciamelone (m 3.538)

Sfruttando le buone condizioni meteorologiche del primo fine settimana di settembre abbiamo potuto appoggiarci al Rifugio Stellina alla Testa del Carolei (mt. 2610) in val Cenischia e, come da programma, abbiamo effettuato l’ascesa al Rocciamelone (mt. 3538) per l’inconsueto itinerario che dalla Località Paradiso (mt. 1968) nei pressi del Colle del Moncenisio percorre i radi pascoli e le pietraie della dorsale meridionale delle Alpi Graie fino al Passo della  Novalesa (mt. 3238) e oltre, per il tratto sommitale del selvaggio vallone di Ribon, si ricongiunge al sentiero proveniente dal Rifugio Tazzetti.

 

La severità dei versanti percorsi ed il notevole sviluppo dell’itinerario non hanno dissuaso quattro soci ed un ospite dal raggiungere la vetta, con la statua della Madonna sempre ben visibile, per godere dell’amplissimo panorama che spazia dalle Alpi Marittime al Monte Rosa.
Le aspettative, insomma, non sono andate deluse: il Sentiero dei 2000 a picco sulla Valle Cenischia conduce a luoghi sorprendenti, come la desolata Alpe Lamet, incassata e quasi mimetizzata in un ripido costone erboso, o l’isolata Alpe Tour, invece ancora in piena attività, prima della salita al piccolo Rifugio Stellina, dal quale abbiamo goduto del tramonto sulle Alpi Cozie e poi di un rassicurante cielo stellato.

 

 

Il lungo traverso sotto la parete meridionale della Punta di Novalesa, percorso di buon mattino fino al ripido canale che conduce al passo omonimo, pur ottimamente segnato, è molto franoso e la complessa ascesa al passo, agevolata solo da qualche lasca corda fissa, non concede di lasciar spaziare lo sguardo all’orizzonte crescente, sempre dominato dalla mole del Monviso. Varcato l’intaglio sommitale l’ambiente cambia repentinamente, perché a poca distanza l’ampio plateau del ghiacciaio del Rocciamelone è quasi pianeggiante, mentre in lontananza compare il Monte Bianco.

 


Di qui l’itinerario è logico, ma poco evidente e complesso sotto la pala finale, prima di valicare ancora una volta la cresta di confine e poi percorrere il sentiero di cresta invece ben marcato e privo di difficoltà, che offre la rara contemporanea visione delle vette imbiancate del Delfinato, da un lato, e del Cervino, dall’altro.
A coronamento di una gran giornata, abbiamo potuto assistere alla celebrazione della Messa in vetta, per rinfrancarci nello spirito prima dell’interminabile ritorno a valle concluso ormai al buio tra venti impetuosi .

 

160904 ROCCIAMELONE

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