Sui Monti del Libano
03/03/2001

Sui Monti del Libano

Autore: Dino Barattieri

Tratto da: 50 anni di sci, di Dino Barattieri

L’idea mi venne dl testo di Parmentier “Sci sul Mediterraneo”, dove magnificava la bellezza dei posti e le grandi discese che vi si potevano fare. Inoltre, a parte lo sci “esotico”, il Libano è un vero scrigno di opere d’arte dell’antichità. Pure Alberto Re aveva programmato una traversata in una delle sue settimane sciistiche. Essendo l’anno del centenario dello Ski Club, non poteva mancare una gita fuori zona, sulle orme di quanto fatto negli ultimi anni, dalla Scandinavia al Nord Africa, dal Medio Oriente al Giappone, dal Canada agli Stati Uniti, continuando con Islanda, Groenlandia, Scozia e Siberia.

E fu così che il mattino del 2 marzo ci trovammo a Caselle in 12: breve viaggio e giunti a Beyrout proseguimmo subito per i Cedri del Libano. Beyrout porta ancora i segni della recente guerra civile, e il traffico automobilistico è un vero caos. La sera arriviamo a Bcharre dopo una lunga salita, ci arrestiamo in un comodo alberghetto e abbiamo il primo assaggio della cucina libanese, più che buona (molti piattini con vari ingredienti) ma ripetitiva perché per tutto il viaggio mangeremo in “fotocopia”, cioè sempre le stesse cose. In compenso il bianco secco della valle della Bekaa è veramente squisito.

Il 3 e 4 marzo sono dedicati allo sci, il pullman ci porta a poco meno di 2.000 metri alla stazione sciistica “I Cedri”. Di cedri ne sono rimasti ben pochi raggruppati in un unico boschetto, rigidamente sorvegliato dai militari. L’esemplare più grandioso sovrasta un discreto bistrot, occasione per farvi tappa per l’ottimo vino locale. Si parte su una seggiovia antidiluviana, pure questa gestita dai militari, che ci evita circa 700 metri di dislivello e dopo una breve salita ci troviamo di fronte a un enorme altipiano circondato da vette che superano i 3.000 m di quota. Un lungo percorso a saliscendi porta il grosso del gruppo a salire il Qoornet Es Sauda (m 3.087), la più alta vetta del paese e il vicino Quata El Aayoum (m 3.027). Altri invece si accontentano di mete di poco inferiori ai 3.000 m, ma più vicine. Panorama discreto col mare in lontananza e gran discesa fino ai “Cedri” su neve marcia. Il giorno dopo si scorazza in basso senza prendere la seggiovia, raggiungendo colletti e cocuzzoli vari nel grande pianoro dei “Cedri”. Finora tempo splendido, e tale rimarrà per tutti il perodo.

Comincia la parte turistica del viaggio, il 5 siamo a Tripoli, dove più che la fortezza sono interessanti i suks ben restaurati, ma il bello è il giorno 6 con la visita dei grandiosi templi di Baalbek e delle cantine dei produttori del noto e celebre bianco locale. Il 7 siamo a Sidone (che vale poco) e a Tiro, dopo un trasferimento a sud. Tiro è notevole per l’ippodromo e per il duplice porto.
Poi Beyrout, un grande cantiere, ben ricostruito il centro storico e favoloso il museo di antichità: molti pezzi sono andati perduti durante la guerra civile, si pensi che i meravigliosi sarcofaghi del piano terra servivano da trincee ai guerriglieri ed ai combattenti delle varie fazioni. Infine Byblos che ormai, dopo tutte le rovine viste, comincia a interessare di meno: Claude Jaquet dirà: “toujours cailloux”. Per smentirlo, visitiamo ancora un bel castello ottocentesco sul Chouf, sopra Beyrout, perfettamente conservato. Ancora una bella visita a delle imponenti grotte, parte a piedi e parte in barca.
Poi il ritorno, contenti ma dispiaciuti per non aver fatto una serata di gozzovigli al Casinò du Liban.

Partecipanti
11 partecipanti
Condizioni
Neve primaverile ottimale. Tempo ottimo
Monti del Libano
Vista della valle Kadisha da Bcharre
Vista da Bcharre
Partenza da Bcharre per Cedri del Libano
Salendo a Cedri del Libano
Cedri del Libano
I cedri visti salendo con gli sci
I cedri si allontanano
Sul Qornet Es Sauda (3087 m)
Colle tra Cedri del Libano e valle della Beqaa
Colle tra Cedri del Libano e valle della Beqaa
All'ombra dei cedri
Di ritorno a Bcharre
Villaggio nei pressi di Bcharre
Le vette del Libano da Baalbek
Tiro Marittima

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